PM STUDIO TECNICO

PIANO TRANSIZIONE 4.0

Piano Transizione 4.0

Il Piano Transizione 4.0 è la nuova politica industriale del paese, votata fin da subito alla sostenibilità e all’inclusione.
Ma cos’è il Piano Transizione 4.0 nel dettaglio? Cosa si intende per Piano Transizione 4.0 bonus macchinari?

Approfondiamo cosa prevede il piano, come si accede alle agevolazioni, a quanto ammontano le aliquote spettanti e come utilizzare i crediti d’imposta.

Cos’è il Piano transizione 4.0

Il Piano Transizione 4.0 è l’iniziativa con cui il Mise, Ministero dello Sviluppo Economico ha introdotto un incentivo per invitare le imprese a fare investimenti in beni strumentali nuovi.
In termini di finanziamento, alla base del Piano ci sono:

  • Le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178 del 30/12/2020, articolo 1, comma 1051 e seguenti)
  • Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) a cui è collegata la legge, che stanzia oltre 24 miliardi di euro per il biennio 2021-2022.
  • Nella pratica, l’incentivo, chiamato anche “bonus macchinari” consiste in un credito d’imposta il cui importo è commisurato al costo dei beni acquistati.

Il Piano Transizione 4.0 si propone quindi lo scopo di incentivare l’innovazione e la cosiddetta Industria 4.0, (link alla pagina) attraverso delle agevolazioni fiscali che vengono elargite in forma di credito d’imposta sugli investimenti effettuati dalle imprese in beni materiali e immateriali.


Il registro antincendio, chiarimenti sull’obbligatorietà

Il tema del registro antincendio e dei soggetti obbligati ad averlo e compilarlo ha sempre suscitato molto interesse.
Ancor più alla luce dell’incendio che ha devastato il commesso residenziale Torre del Moro a Milano, che ha portato all’evacuazione di 60 famiglie e a diverse persone intossicate, per fortuna senza alcun decesso.
Ora le cause del rogo sono sotto indagine, ma sembra che siano stati utilizzati materiali inadeguati per la costruzione del cappotto e che vi siano lacune nell’impianto antincendio.
Il fatto di cronaca sposta quindi l’attenzione anche sul registro antincendio, sulla sua utilità e obbligatorietà.
Cerchiamo in questo post di fornire un approfondimento.

Registro Antincendio: cos’è e chi lo deve fare

Viene chiamato anche “Registro delle Manutenzioni” è stato istituito con lo scopo di garantire l’efficienza e l’effettività dei controlli dei presidi antincendio presenti nell’ambiente di lavoro al fine di impedire, per quanto possibile, i rischi connessi all’incendio, e quindi salvaguardare la sicurezza dei lavoratori.
Il registro antincendio non ha una struttura e forma definita, ma deve essere articolato in accordo con le norme tecniche relative ai presidi antincendio, da tenere sotto controllo.
Dovrà essere compilato e custodito dal responsabile dell’attività o da Persona Responsabile o Persona Competente, come definiti dalle norme antincendio di cui (es. UNI 671-3-2029)
Il registro antincendio risulta quindi obbligatorio in tutte le attività, ed è la persona responsabile a doverlo compilare e firmare.
L’obbligo di tenuta del registro dei controlli antincendio è sancito dal comma 2, dove si fa riferimento alle attività di cui al comma 1, ossia quelle non soggette al DLgs 81/08.

CE
LA MARCATURA CE, NELL’UNIONE EUROPEA

La Marcatura CE è la dichiarazione obbligatoria, rilasciata dal fabbricante di un prodotto regolamentato nell’Unione Europea, che il prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive applicabili. Il marchio CE è un contrassegno stampato sui prodotti immessi sul mercato comunitario, e significa che tali prodotti sono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di una direttiva “Nuovo approccio”.
Per tale obiettivo, fondamentali sono le Direttive comunitarie, che, dopo la Risoluzione del Consiglio Europeo del 7 maggio 1985, hanno modificato radicalmente la regolamentazione ed il controllo del mercato interno, con strumenti originali ed innovativi.
Tali Direttive, riguardano sia le categorie di prodotti di uso professionale ed industriale, sia i prodotti destinati ai consumatori finali (es. prodotti elettrici, giocattoli …..), sono dette del “Nuovo Approccio”.
Una caratteristica rilevante di tali direttive consiste nella possibilità per il fabbricante di utilizzare le norme tecniche armonizzate per soddisfare la garanzia di una produzione rispondente ai requisiti essenziali di sicurezza e quindi, per apporre legittimamente la marcatura CE sul prodotto.

Norma CEI 64-21

Pubblicata la Nuova Norma CEI 64-21 “Ambienti residenziali. Impianti adeguati a persone con disabilità e/o specifiche necessità

Nel mese di giugno 2021, è stata pubblicata, la Norma CEI 64-21 “Ambienti residenziali. Impianti adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità”, che sostituisce completamente la Specifica Tecnica CEI 64-21, del dicembre 2016.

Infatti la Norma CEI 64-21, è stata pubblicata per la prima volta nel 2017 come specifica tecnica, e fornisce le prescrizioni da applicarsi agli impianti elettrici di unità immobiliari ad uso residenziale situate all’interno del condominio di unità abitative mono o plurifamiliari, adeguati all’utilizzo da parte di persone con disabilità o specifiche necessità nei casi in cui vengano espressamente richieste dal committente.

Queste prescrizioni sostituiscono, integrano o modificano quelle riportate nel Capitolo 37 della Norma CEI 64-8.

Il documento identifica la “persona con disabilità o specifiche necessità (nel seguito PNA)” tenendo conto del Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236, come:

…persona con ridotta o impedita capacità motoria e/o sensoriale in forma permanente o temporanea, causata da infortuni, menomazioni, malattie o per età avanzata, non in grado di fruire degli spazi in cui risiede e delle relative attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia…

UNI-EN-15232-BACS

Prestazione energetica negli edifici

La norma UNI 15232 ha a che fare in maniera netta con l’efficienza energetica negli edifici. Un tema che ha un’importanza fondamentale nell’ottica della sostenibilità, dal momento che buona parte delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici è legata proprio a questi ambienti.
In particolare, questa norma è molto importante in ambito Building Automation: i sistemi di automazione e controllo degli edifici sono infatti in grado di massimizzare l’efficienza energetica degli impianti tecnici dell’edificio in relazione alle condizioni ambientali esterne e ai differenti profili di utilizzo e occupazione dei singoli ambienti.

Che cos’è la UNI EN 15232 sulla prestazione energetica degli edifici

La norma europea UNI 15232 è stata introdotta per la prima volta nel 2012 (elaborata dal Comitato tecnico CEN/TC 247) e successivamente modificata e integrata nel 2017.
Costituisce uno degli standard normativi per applicare la Direttiva EPBD sul contenimento energetico degli edifici.
La UNI EN 15232 “Prestazione energetica degli edifici – Incidenza dell’automazione, della regolazione e della gestione tecnica degli edifici” definisce i metodi per la valutazione del risparmio energetico raggiungibile negli edifici attraverso la Building Automation e sistemi di monitoraggio e controllo.
L’aspetto cruciale della norma è infatti quello di specificare una lista estremamente strutturata delle funzioni di controllo (ad esempio, controllo del riscaldamento) automazione e gestione tecnica degli edifici che contribuiscono alla prestazione energetica degli stessi.

Le definizioni della UNI EN 15232

  • La UNI EN 15232 contiene definizioni estremamente importanti in ambito Building Automation, quali:
    BAC (Building Automation and Control): si tratta di ogni prodotto, software o sistema in grado di automatizzare, controllare, monitorare ed ottimizzare una o più porzioni/attività di impianto, favorendone il risparmio energetico, la manutenzione e la sicurezza;
  • BACS (BAC System): in questo caso il riferimento è al funzionamento coordinato dei diversi BAC, attraverso l’interconnessione con tutti gli impianti dell’edificio, favorendone il risparmio energetico, la manutenzione e la sicurezza dell’intero sistema edificio-impianti;
  • TMB (Technical Building Management) e TBS (Technical Building System):
    trattasi di un BACS di tipo evoluto, comprensivo di data collection, reportistica, contabilizzazione dei consumi, attività operative e gestionali anche infrastrutturali, ecc., a supporto delle attività di building management.
  • BEMS (Building Energy Management System): il sistema o la piattaforma per gestire l’edificio, monitoraggio in tempo reale, dei consumi di energia e il rendimento del Sistema edificio-impianto lungo tutto il suo ciclo di vita.

Green pass QR Code

Green pass: come ottenere online l’AUTHCODE

Il Green pass in automatico, chi non riceve il codice AUTHCODE lo può scaricare online, il rilascio della certificazione anche senza SPID, con tessera sanitaria.

Il green pass italiano si genera in automatico, per ottenere la Certificazione Covid in formato cartaceo o digitale (o con solo QR Code) si utilizza il codice AUTHCODE, che si può ricevere all’indirizzo email o al numero di telefono cell. che si fornisce al momento della vaccinazione, oppure si recupera in autonomia dal portale nazionale DGC.

Per ottenere l’AUTCHODE basta visitare questo link e compilare i campi con il codice fiscale e la tessera sanitaria:

  • la nuova funzionalità “recupera il tuo codice AUTHCODE“, attiva dal 30 luglio, permette di ottenere subito il codice AUTHCODE o gli altri tipi di codice, ossia quelli rilasciati inseguito a tampone (CUN o NRFE per il test antigenico – molecolare) o al certificato di guarigione (NUCG).

Green Pass con AUTHCODE

Dunque, chi non riceve il codice via SMS o email (posta elettronica) quando la Certificazione Verde Covid-19 è pronta, può recuperare in pochi secondi il proprio codice:basta usare la funzione, che richiede come uniche informazioni la data della seconda dose, il codice fiscale e il numero di tessera sanitaria.

Parte I

impianti elettrici condominio

Impianto elettrico condominiale requisiti per i lavori

Affrontiamo oggi il tema “impianto elettrico condominiale requisiti per i lavori”, perché si tratta di un argomento discusso e su cui c’è ancora molta confusione.
Quali devono essere i requisiti di un impianto elettrico condominiale?
Quali requisiti deve avere l’impianto elettrico condominiale per far funzionare i beni che sono in proprietà comune (illuminazione delle scale, ascensore, autorimesse…)?
Iniziamo specificando che la natura dell’impianto elettrico condominiale è comune, ovvero deve servire le cose comuni. Questa caratteristica è primaria ed è specificata dall’art. 1117 n. 3 c.c., che definisce i luoghi comuni come:
“Fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza”.
In altre parole, l’impianto si ritiene condominiale dal punto in cui viene consegnata l’energia dal fornitore, fino alle diramazioni verso le unità immobiliari che hanno proprietà esclusiva.
Fin qui tutto bene, ma anche in questo caso, l’impianto elettrico condominiale deve possedere dei requisiti specifici in termini di sicurezza, deve essere efficiente e ben organizzato, adeguato alle necessità della committenza e garantire continuità funzionale. Al pari dell’installazione, quindi, anche la manutenzione deve essere eseguita con scrupolo e metodo.

Chi li definisce e chi li dichiara?

Sono due le figure centrali: il progettista e l’installatore.
Queste due figure potrebbero anche coincidere, sia in termini di professionalità, che di responsabilità se succedono incidenti.
La procedura di realizzazione è abbastanza classica, ovvero l’amministratore ordina che vengano eseguiti lavori sull’impianto elettrico condominiale, ad un’impresa abilitata e inscritta nei specifici registri tenuti dalla Camera di Commercio.

Può trattarsi di modifiche, di rifacimenti o di adeguamenti, che naturalmente comportano la redazione di un progetto, realizzato da un tecnico-progettista competente.

Il progettista elabora il progetto e l’installatore realizza l’impianto a regola d’arte.

Smart Home e automazione degli edifici
Superbonus Domotica 2020 come ottenere la detrazione

Anche la domotica e i sistemi di Smart Home & Building Automation, (che già beneficia del 65% di ecobonus), sono stati inseriti all’interno del Decreto-legge n.34; noto come Decreto Rilancio, che eleva al 110% (Art. 119 ) le spese sostenute in ristrutturazioni dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Lo prevede l’art. 2, punto f) del decreto “requisiti tecnici” per la fruizione dell’agevolazione del Superbonus 110%” messo a punto dal MISE insieme con il ministero dell’Economia e delle Infrastrutture e trasporti.
Per ottenere il Superbonus al 110% legato ai sistemi di automazione, è necessaria la realizzazione di almeno uno degli interventi trainanti e che, nel loro complesso, tutti i lavori di riqualificazione effettuati portino al miglioramento di due classi energetiche dell’edificio o al raggiungimento della classe energetica più elevata.

Interventi Trainanti

Gli interventi trainanti coperti dal credito d’imposta al 110% sono: lavori per l’isolamento termico in condomini e case unifamiliari, interventi sulle parti comuni degli edifici e sugli edifici unifamiliari la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore. Il Sismabonus, per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Secondo l’art. 11 del Decreto Efficienza Energetica o requisiti: “Nel caso di interventi di installazione di sistemi di building-automation, installati nelle unità abitative congiuntamente o indipendentemente dagli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, l’asseverazione, o idonea documentazione prodotta dal fornitore degli apparecchi, specifica che la suddetta tecnologia afferisce almeno alla classe B della norma EN 15232 e consente la gestione automatica personalizzata degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda sanitaria o di climatizzazione estiva in maniera idonea a:

  • mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici mediante la fornitura periodica dei dati. La misurazione dei consumi può avvenire anche in maniera indiretta anche con la possibilità di utilizzare i dati atri sistemi di misurazione installati nell’impianto purché funzionanti;
  • mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti;
  • consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto”.

Superbonus 110

Bonus Casa tutte le detrazioni per le ristrutturazioni 2021

Tra le conferme e le novità del 2021, sono numerose le detrazioni fiscali che spettano ai contribuenti italiani che decidono di effettuare degli interventi di ristrutturazione edilizia sui propri immobili, finalizzati o meno all’efficienza energetica e al miglioramento dell’antisismica degli edifici. L’esecuzione di interventi di riqualificazione energetica, ci consente di accedere a tutta una serie di detrazioni fiscali e agevolazioni. A seconda del tipo di interventi messi in atto, sarà possibile usufruire di una detrazione fiscale: del 50%, 65%, Superbonus110%, Ecobonus, Sisma Bonus, Bonus Ristrutturazioni, Bonus Facciate, Bonus Mobili, Bonus verde e Bonus Idrico.

Riepiloghiamo brevemente tutte le agevolazioni edilizie utilizzabili nel 2021 , con le rispettive novità.

Superbonus 2021

La parte da leone, tra i Bonus Casa attualmente in vigore, la fa certamente il Superbonus 110%. Si tratta dell’iniziativa avviata dal Governo Italiano nel corso del 2020 per aiutare le imprese edili e i contribuenti in un periodo di difficile congiuntura economica come quello generato dall’emergenza sanitaria da Coronavirus, poi prorogata fino al 30 giugno 2022 (o addirittura fino al 31 dicembre 2022 in specifici casi), ampliando al contempo gli interventi agevolabili e i soggetti beneficiari, nonché abbreviando i tempi per fruire della detrazione IRPEF in dichiarazione dei redditi.

certificato verde digitale

Come verificare i Green Pass: regole e App per gestori e attività

Ecco le regole da seguire e la App da usare dal 6 agosto per i controlli di validità dei Green Pass Covid prima di accedere a eventi, servizi e attività.

Per controllare i Green Pass , esercenti e titolari dei servizi e delle attività coinvolgi nei nuovi obblighi dal 6 agosto 2021 devono seguire le indicazioni contenute all’articolo 3 ( Impiego certificazioni verdi COVID-19 ) del Decreto Legge n.105/2021.

Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche in Gazzetta Ufficiale n.175 del 23 luglio ed entrata in vigore lo stesso giorno.

Chi deve verificare i Green Pass e come deve farlo

In base a quanto indicato nel testo del decreto , i titolari o gestori dei servizi e delle attività con obbligo di Green Pass devono effettuare le verifiche delle certificazioni verdi COVID-19 con le modalità indicate dal nuovo Art. 9-bis, inserito nel DL 52/2021, che in pratica sono le stesse già indicate nel DPCM del 17 giugno 2021.

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