Stop produzione acqua frizzante

acqua frizzante

Vi è già capitato di andare a fare la spesa e non trovare l’acqua frizzante negli scaffali? Probabilmente non avete dato troppo peso a questo fenomeno ma purtroppo, nei prossimi mesi dovremo abituarci. Infatti molte aziende sono costrette ad interrompere la produzione di bevande gassate.

A cosa è dovuto lo stop della produzione?

Come ormai è risaputo, è in corso una crisi nel mercato dell’energia elettrica, causata principalmente dal conflitto Russo-Ucraino.

Infatti, dall’inizio della guerra, la Russia ha ridotto notevolmente l’approvvigionamento di gas nei Paesi Europei, sebbene stia ancora rispettando i minimi contrattuali stabiliti a livello Europeo. Tale strategia adottata dalla Russia, fa si che l’offerta di gas naturale sia nettamente inferiore alla domanda e con l’aumento dei prezzi dei fornitori di energia elettrica e il costo della benzina per i mezzi di trasporto, molte imprese si trovano impossibilitate a mantenere costi così alti.

Che conseguenze ha il conflitto Russo-Ucraino sull’acqua gassata?

Per produrre l’ acqua frizzante, che rappresenta la bibita maggiormente acquistata nei supermercati dagli italiani, si utilizza la CO2, immettendola all’interno della classica acqua minerale. Secondo le statistiche, a livello europeo, l’Italia è il paese che consuma maggiormente acqua gassata, infatti, se consideriamo il mercato delle bevande analcoliche, l’80% è rappresentato dalle bevande gassate.

FOTOVOLTAICO INTEGRATO

Testo Integrato Connessioni Attive (TICA) – Chiarimenti definizioni potenza

Recentemente sono pervenute all’Autorità, da parte di alcuni operatori e di alcune associazioni di categoria, alcune richieste di chiarimento in relazione al Testo Integrato Connessioni Attive (TICA, Allegato A alla deliberazione ARGelt 99-08).

In particolare, le richieste di chiarimento sono relative a quale definizione di potenza debba essere considerata per poter accedere all’iter di connessione semplificato associato all’utilizzo del Modello Unico previsto per impianti fotovoltaici dal decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 19 maggio 2015 (attuate dalla deliberazione 400-2015Reel che ha modificato e integrato il TICA), come recentemente aggiornate ai sensi dell’articolo 25 del decreto legislativo 199/21 (attuate dalla deliberazione 128-2022Refr che ha modificato e integrato il TICA).

Modello Unico

Infatti, per utilizzare il Modello Unico, tra l’altro, è necessario che l’impianto fotovoltaico abbia:

  • una potenza non superiore a quella già disponibile in prelievo;
  • una potenza nominale fino a 50 kW.

compenso-professionista-Lavori pubblici

Omissione dei livelli di progettazione e compenso dei professionisti: facciamo il punto

Il tema di oggi riguarda l’omissione dei livelli di progettazione e il compenso dei professionisti – progettisti – nei bandi di gara.
In particolare, si tratta di capire il rapporto che c’è tra omissione dei livelli di progettazione e compenso professionisti, sulla base di ciò che ha stabilito l’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione con il comunicato del suo presidente, pubblicato l’11 maggio 2022.
Il comunicato fornisce le indicazioni per calcolare l’importo a base di gara per l’affidamento di questi servizi nel caso di omissione dei livelli di progettazione,
dove
l’articolo di riferimento è il 23, comma 4 del D.Lgs. n. 50/2016. 
E fa chiarezza su un punto che lasciava spazio a numerose controversie.

Omissione livelli di progettazione e compenso professionisti: il punto di partenza

Il punto di partenza è la rilevazione, da parte dell’Autorità, di alcune criticità sulla determinazione dell’importo a base di gara per l’affidamento di servizi di architettura e ingegneria nei bandi di gara. Nel dettaglio, questo è legato al caso in cui la stazione appaltante abbia omesso uno dei livelli.

Prima di approfondire facciamo il punto: quali sono i livelli di progettazione?

La progettazione è un unico processo tecnico-logico e descrittivo che parte dall’individuazione delle esigenze e dei bisogni di chi appalta e si conclude con la redazione dei documenti analitici e grafici che servono per definire i lavori.
La legge, in altre parole, NON prescrive la redazione di tre distinti progetti, ma di un solo progetto che, per ovvie ragioni, ha diversi gradi di approfondimento.
Perché i livelli di progettazione sono 3 e possiamo intenderli come delle tappe di un unico processo.
Nel dettaglio, si tratta di:

conferimento_incarico

INCARICO PROFESSIONALE SENZA CONTRATTO: BASTA UNA EMAIL PERCHÉ SIA VALIDO?

L’articolo di oggi tratta un argomento su cui c’è ancora parecchia confusione, ovvero l’incarico professionale senza contratto.
Nel dettaglio, vediamo se basta una mail per poter richiedere il pagamento di una parcella, anche se non è stato presentato e firmato alcun contratto o preventivo.
Premessa: l’incarico professionale senza contratto è un tema che si lega a situazioni personali e che implica l’intervento di professionisti che lavorano in campo legale. Per questo l’articolo NON ha valenza assoluta e NON dà soluzioni legalmente valide, ma vuole essere un approfondimento utile a chi si è trovato in questa situazione o vuole saperne di più.
Detto questo, per capire meglio il contesto facciamo degli esempi di incarico professionale senza contratto, a cui può far seguito la richiesta di una parcella, perché c’è la prova che il servizio è stato fruito via mail.
Mettiamo ad esempio che Luigi chieda un consulto a un medico via mail.
Ne segue un lungo scambio di posta elettronica, dove lo specialista analizza la situazione e chiede più informazioni a Luigi. Luigi risponde, il medico elargisce i suoi consigli e Luigi ringrazia.
Ma dopo qualche giorno, lo studio del medico recapita a Luigi la parcella per il servizio di consulenza svolto.
Oppure c’è Caterina, che chiede al commercialista di verificare se esistono bandi o agevolazioni per la sua impresa. Il commercialista le risponde con la lista dei bandi disponibili e, qualche giorno dopo, le recapita la parcella per il servizio svolto.
La domanda è questa: è lecito che i professionisti richiedano il pagamento della parcella, anche se NON è stato presentato e tantomeno firmato un incarico professionale, ma tutto si è svolto via email?

INCARICO PROFESSIONALE SENZA CONTRATTO: VALE LA EMAIL? ECCO COSA DICONO I GIUDICI

Sulla questione è intervenuta la Cassazione con una sentenza.
Alla Corte è stato chiesto se vale una email, ovvero uno scambio che comprova l’avvenuta richiesta di informazioni e la conseguente erogazione di informazioni, per dimostrare il valore di un incarico professionale senza contratto.
La risposta replica molte altre date in passato, ovvero per dimostrare un rapporto contrattuale vale qualsiasi tipo di prova, compresa la email.
In pratica, la Cassazione ha stabilito che le comunicazioni che avvengono via email o fax possono avere valenza dimostrativa dell’incarico che viene conferito dal cliente al professionista.

Stop al canone RAI in bolletta

Stop al canone RAI in bolletta! Cosa cambia dal 2023?

Dal 2023 il canone RAI non sarà più presente all’interno della bolletta dellla luce, l’imposta rimane, ma il sistema con cui questo verrà pagato viene modificato.

Quali sono le opzioni al vaglio?

Le opzioni prese in considerazione sono diverse e si cerca anche di guardare ai sistemi degli stati esteri e la scelta per il prossimo anno per il Canone RAI potrebbe risiedere in una di queste 3:

  • Abolizione del canone RAI
  • Pagamento su modulo 730
  • Imposta aggiuntiva su automobile

È arrivata l’ufficialità che con il prossimo anno, il sistema di finanziamento della Televisione nazionale con il canone RAI cambierà e non sarà più sulla bolletta della luce come era stato stabilito nella Legge di Stabilità del 2016, introdotta dal governo Renzi.

L’Unione Europea aveva già fatto richiesta al governo italiano di valutare una modifica di questa imposta, in quanto si trattava di un onere improprio, addebitato sulla bolletta che non ha un legame stretto con la natura del pagamento. In poche parole l’Unione Europea non valutava consono l’addebitamento di un’imposta sulla televisione sulla bolletta di natura energetica.

Un altra istanza di modifica era arrivata dallo stesso parlamento italiano, in particolare dalla deputata Maria Laura Paxia, deputata appartenente al gruppo misto, che aveva fatto appello per ridurre i prezzi della bolletta della luce eliminando o spostando il canone RAI per fare risparmiare in bolletta per i contribuenti italiani. Questa istanza è stata approvata nel decreto Energia per limitare gli effetti del caro bollette.

Bollette luce e gas

Rincari Bollette luce e gasBollette luce e gas: perché sono aumentate e quali sono le mosse del Governo

Con l’aumento del costo della materia prima sono previsti importanti rincari delle bollette per tutto il 2022. Vediamo quali sono le soluzioni proposte dal governo per aiutare famiglie e imprese a contrastare il caro bollette.

Nel mese di gennaio 2022 il governo ha approvato il decreto legge che fornisce nuovi sostegni a famiglie e aziende per mitigare l’aumento delle bollette che potrebbero vedere un incremento di circa 1000 euro a famiglia in un anno. L’elemento principale che ha portato a questo rincaro delle bollette continuo e consistente sono stati i nuovi prezzi del gas e dell’energia sul mercato all’ingrosso. Secondo i dati di ARERA tra inizio e fine 2021 sono stati registrati aumenti del 500% sul prezzo del gas naturale e del 400% sul costo dell’energia elettrica. La crescente domanda di gas che si è attivata da parte dei Paesi dopo il periodo di lockdown e il calo delle produzioni dovuto alla pandemia ha prodotto questo contraccolpo sulle bollette di famiglie ed imprese.

Per risparmiare sulle bollette, una buona soluzione può rivelarsi quella di cambiare fornitore, scegliendone uno più in linea con le proprie esigenze energetiche.

Basterà contattare il servizio clienti dei diversi fornitori e richiedere un preventivo gratuito per un nuovo allaccio di gas e luce o una voltura.
Se stiamo valutando di installare una linea internet domestica è bene fare un confronto tra le migliori offerte internet sul mercato, valutando anche le offerte internet per partita IVA per liberi professionisti.

Scendiamo nei dettagli per analizzare le mosse del governo per aiutare aziende e famiglie contro il caro bollette.

Agevolazioni turismo

Al via le domande per gli incentivi alle imprese turistiche

La misura “Incentivi finanziari per le imprese turistiche – IFIT” sostiene gli interventi di riqualificazione e ammodernamento delle strutture del comparto turistico.

Cos’è e a chi si rivolge?

Parte il 28 febbraio 2022 la misura “Incentivi finanziari per le imprese turistiche” (IFIT), promossa dal Ministero del Turismo e gestita da Invitalia. L’iniziativa è prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e rappresenta l’opportunità per le aziende del settore di compiere un salto di qualità soprattutto in termini di sostenibilità, sicurezza, efficienza energetica.

Le agevolazioni sono rivolte a:

  • alberghi
  • agriturismi
  • strutture ricettive all’aria aperta
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale
  • stabilimenti balneari
  • complessi termali
  • porti turistici
  • parchi tematici, inclusi quelli acquatici e faunistici

Ciascuna impresa turistica, potrà presentare una sola domanda d’incentivo e per una sola struttura d’impresa oggetto di intervento.

I requisiti che le imprese devono possedere al momento della presentazione della domanda:

  • essere iscritte al registro delle imprese
  • gestire un’attività ricettiva o di servizio turistico in immobili o aree di proprietà di terzi o essere proprietari degli immobili presso cui è esercitata l’attività che è oggetto dell’intervento
  • essere in regola con la verifica della regolarità contributiva, DURC
  • essere in regola con la normativa antimafia
  • essere in regola sotto il profilo fiscale

Questi requisiti devono essere mantenuti fino a cinque anni dopo l’erogazione del pagamento finale, pena la perdita del diritto all’agevolazione e il recupero degli incentivi.

Agevolazioni

L’incentivo sostiene soprattutto il miglioramento dell’efficienza energetica, al quale è destinato il 50% delle risorse.

Illiad

Nella mattinata del 25 gennaio 2022, Iliad ha lanciato la prima ormai annunciata offerta fibra di Iliad.  Come per tariffe mobile, l’operatore si pone l’obiettivo di rivoluzionare anche il mercato della rete fissa.
L’amministratore delegato Benedetto Levi ha presentato in un evento dedicato la prima offerta fibra Iliad, entrando nel mercato delle reti casalinghe, dopo aver rivoluzionato quelle mobile. L’operatore ha avuto un impatto rivoluzionario nel mercato italiano con i suoi 8,5 milioni di utenti mobile.

Dal suo lancio nel maggio 2018 i prezzi medi delle offerte cellulari si sono abbassati e le offerte internet aumentate di sette volte.

Offerta Fibra Iliad

Con la nuova offerta fibra Iliad vuole offrire un servizio che vada a risolvere le problematiche dei competitors come:

  • poca chiarezza e trasparenza nei contratti
  • prezzi che aumentano senza spiegazioni
  • clausole di tempo e velocità
  • scarsa assistenza

e proprio con questi punti Iliad vuole rivoluzionare il mercato della connessione fissa attraverso:

  • contratti semplici e trasparenti, che non nascondono clausole o che nascondono la realtà ai clienti
  • prezzi bassi sempre e fissi per l’intera durata del contratto

la velocità della Fibra Iliad sarà al massimo della possibilità, senza clausole che la abbassano dopo un certo tempo
l’assistenza sempre attiva con un operatore e con una risposta media di 22 secondi! Anche se in questi giorni si stanno registrando tempi superiori
Inoltre Iliad garantisce che la propria linea sia totalmente trasmessa tramite fibra, e non con un sistema misto fibra/rame che va di conseguenza a limitare le performance, affidandosi su reti OpenFiber con connessione FFTH.

FNEE

Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica – FNEE (2022)

La Legge 234 del 30 Dicembre 2021, c.d. Legge di Bilancio 2022, conferma lo stanziamento di fondi per il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica – FNEE

Il Fondo sostiene gli interventi di efficienza energetica (cumulabili con gli altri vantaggi fiscali in vigore) realizzati dalle imprese, ivi comprese le ESCO, e dalla Pubblica Amministrazione, su immobili, impianti e processi produttivi, come ad esempio:

  • la riduzione dei consumi di energia nei processi industriali;
  • la riqualificazione energetica degli edifici.

Maggiori informazioni nei link allegati di seguito: Il primo con tutte le informazioni fondamentali di Invitalia; il secondo con il rimando al comma 514 della Legge di Bilancio 2022.

Scrivici alla pagina dedicata che trovi cliccando su questo Link.  Lo Studio rimane a disposizione per chiarire i vantaggi del rifasamento e dell’efficientamento energetico.

 

Fonte: Invitalia

 

internet-banda-ultralarga

In virtù delle novità apportate dal Codice UE sulle comunicazioni elettroniche appena recepito dalla normativa italiana, a partire dal 1° gennaio 2022, obbligo dotare gli immobili dell’attestato “edificio predisposto alla banda ultra larga”.

Tra le svariate novità derivanti dal Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 207, pubblicato lo scorso 24 dicembre 2021, per i nuovi edifici per i quali la domanda di autorizzazione edilizia è stata presentata dopo la data del 1° gennaio 2022, diventa obbligatoria l’etichetta / attestato di “edificio predisposto alla banda ultra larga”.
Tale obbligo si estende anche in caso di ristrutturazioni che richiedono il permesso di costruire ai sensi del DPR 380/01, art. 10, comma c).
Il nuovo documento ha modificato quanto finora previsto dal Testo unico sull’edilizia (DPR 380/01, art. 24 e art. 135-bis), rendendo obbligatoria l’apposizione dell’etichetta “edificio predisposto alla banda ultra larga”, finora volontaria.

Risulta quindi prescritta l’applicazione delle guide CEI 306-2, CEI 64-100/1, 2 e 3.
Dovrà quindi essere predisposta dal tecnico la relativa documentazione da allegare alla segnalazione certificata ai fini dell’agibilità.
Entro il 24 marzo 2022, ovvero 90 giorni dall’entrata in vigore del documento, il Ministero dello sviluppo economico dovrà aggiornare il decreto 37/08 per inserirvi i contenuti necessari a rendere operativa l’applicazione delle prescrizioni contenute nel DLgs 207/21 in materia di infrastruttura elettronica degli edifici.

Etichetta volontaria fibra-ottica

Questo sito utilizza cookies indispensabili per il suo funzionamento. Cliccando Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookies.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy