DETRAZIONE 50%

Detrazione fiscale al 50%

Fino al 31 dicembre 2022  si può usufruire della detrazione e/o incentivo “Bonus ristrutturazioni edilizie”. La detrazione fiscale del 50% fino a una spesa massima di € 96.000,00 per ogni singola unità immobiliare. Tale detrazione riguarda una serie d’interventi, tra cui: la manutenzione ordinaria (ma solo sulle parti a uso comune degli edifici) e straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, lavori finalizzati a ottenere risparmi energetici, l’installazione di fonti rinnovabili (tra cui impianti fotovoltaici e di accumulo), bonifica coperture in eternit.

Tra i lavori ammessi a godere della detrazione Irpef al 50% l’Agenzia delle Entrate (AdE) elenca nella sua guida AdE, anche gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili d’energia.

Rientrano tra i lavori agevolabili, l’installazione di un impianto FV o di accumulo per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare.

Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato e dimensionato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione, ossia per usi domestici, illuminazione, alimentazione degli apparecchi elettrici, ecc., e che lo stesso FV sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.  Questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie, acquisendo idonea documentazione che attesti il conseguimento dei risparmi energetici in applicazione alla normativa vigente in materia.

La documentazione necessaria: è sufficiente conservare la documentazione comprovante l’avvenuto acquisto e installazione dell’impianto FV a servizio dell’edificio residenziale, mentre non è necessaria una specifica attestazione dell’entità del risparmio energetico derivante dall’installazione dell’impianto FV o di accumulo.

Come Pagare

E’ necessario utilizzare un bonifico bancario parlante, dove dovranno essere indicati i seguenti dati:

  • Causale del versamento: “Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del TUIR”;
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento.

 

 

 

 

Fonte aeg

Autoconsumatori

I principali requisiti per far parte di una comunità di energia rinnovabile?

I partecipanti ad una configurazione di comunità di energia rinnovabile devono essere in possesso di tutti i seguenti requisiti:

  1. essere azionisti o membri di un medesimo soggetto giuridico (la comunità di energia rinnovabile);
  2. nel caso esercitino poteri di controllo sulla comunità, essere persone fisiche, piccole e medie imprese (PMI), enti territoriali o autorità locali, ivi incluse, ai sensi dell’art. 31, comma 1 lettera b) del D.Lgs. 199/21, le amministrazioni comunali, gli enti di ricerca e formazione, gli enti religiosi, del terzo settore e di protezione ambientale nonché le amministrazioni locali contenute nell’elenco delle amministrazioni pubbliche divulgato dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) secondo quanto previsto all’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, situati nel territorio degli stessi Comuni in cui sono ubicati gli impianti di produzione detenuti dalla comunità di energia rinnovabile;
  3. nel caso di imprese private, la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non deve costituire l’attività commerciale e/o industriale principale;
  4. essere titolari di punti di connessione ubicati su reti elettriche di bassa tensione sottese alla medesima cabina di trasformazione media/bassa tensione (medesima cabina secondaria);
    aver dato mandato alla comunità di energia rinnovabile per la richiesta al GSE e l’ottenimento dei benefici previsti dal servizio di valorizzazione e incentivazione dell’energia condivisa

Documenti utili per i Gruppi di Autoconsumatori e Comunità di Energia Rinnovabile

 

Fonte GSE

Stop produzione acqua frizzante

acqua frizzante

Vi è già capitato di andare a fare la spesa e non trovare l’acqua frizzante negli scaffali? Probabilmente non avete dato troppo peso a questo fenomeno ma purtroppo, nei prossimi mesi dovremo abituarci. Infatti molte aziende sono costrette ad interrompere la produzione di bevande gassate.

A cosa è dovuto lo stop della produzione?

Come ormai è risaputo, è in corso una crisi nel mercato dell’energia elettrica, causata principalmente dal conflitto Russo-Ucraino.

Infatti, dall’inizio della guerra, la Russia ha ridotto notevolmente l’approvvigionamento di gas nei Paesi Europei, sebbene stia ancora rispettando i minimi contrattuali stabiliti a livello Europeo. Tale strategia adottata dalla Russia, fa si che l’offerta di gas naturale sia nettamente inferiore alla domanda e con l’aumento dei prezzi dei fornitori di energia elettrica e il costo della benzina per i mezzi di trasporto, molte imprese si trovano impossibilitate a mantenere costi così alti.

Che conseguenze ha il conflitto Russo-Ucraino sull’acqua gassata?

Per produrre l’ acqua frizzante, che rappresenta la bibita maggiormente acquistata nei supermercati dagli italiani, si utilizza la CO2, immettendola all’interno della classica acqua minerale. Secondo le statistiche, a livello europeo, l’Italia è il paese che consuma maggiormente acqua gassata, infatti, se consideriamo il mercato delle bevande analcoliche, l’80% è rappresentato dalle bevande gassate.

Regole e strumenti di controllo, come gestire l’obbligo di Green Pass in azienda

Dal 15 ottobre fino a fine emergenza Covid, l’ingresso o accesso in tutti i luoghi e le sedi di lavoro in contesti pubblici e privati richiede il possesso e l’esibizione del Green Pass. Questo comporta una serie di adempimenti a carico delle aziende in termini di informativa, gestione  controlli, strumenti di verifica e segnalazione violazioni del dipendente nel caso venga trovato sul lavoro sprovvisto della Certificazione Covid 19.

A seguire una breve guida con le principali disposizioni sull’obbligo introdotto dal DL 127/2021.

Come fanno le imprese a controllare il green pass? 

I controlli sono a carico del datore di lavoro, effetuabili a tappetto su tutti i lavoratori che entrano in azienda (non solo i dipendenti) oppure a campione (ogni giorno almeno il 20% del personale effettivamente in servizio, a rotazione, così da controllare un pò tutti).

Il Governo dispone « a priori, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro», quindi all’ingresso in azienda.

Confindustria rimarca l’utilità di farlo sempre all’accesso, perché diversamente, se il lavoratore viene trovato senza green pass dopo essere entrato al lavoro, ha già commesso una violazione. Sono previste deroghe solo se bisogna gestire turni, trasferte o erogare servizi essenziali, nel qual caso è possibile chiedere ai dipendenti in anticipo la validità della loro Certificazione per i giorni interessati.

Guida 2021 al Superbonus 110%

Superbonus 110%: online la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate con le ultime novità 2021-2022, comprese quelle del decreto Semplificazioni.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’aggiornamento a settembre 2021 la guida sul Superbonus 110%. L’aggiornamento tiene conto di tutte le novità, comprese quelle del Decreto Semplificazioni (DL 77/2021), dopo quelle apportate dalla Legge di Bilancio.

Con la conversione in legge del decreto legge n. 77/2021, infatti, gli interventi di manutenzione straordinaria si possono realizzare con una CILA speciale, la Comunicazione d’inizio lavori asseverata per il Superbonus (CILAS).

Superbonus 110%: la guida aggiornata dell’Agenzia delle Entrate

Nella nuova Guida al Superbonus 110 ci sono dunque anche le indicazioni pratiche, e la documentazione da presentare per sfruttare le nuove agevolazioni per la rimozione delle barriere architettoniche in favore di soggetti di età superiore a 65 anni, i nuovi limiti di spesa per l’installazione di colonnine di ricarica elettriche e le novità per gli enti del terzo settore ETS, le detrazioni per lavori effettuati su edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà.

Proroga superbonus 2022

Conferme dal Ministero dell’Economia nella NaDEF: Superbonus al 110% prorogato fino a dicembre 2023, la misura sarà inserita nella Legge di Bilancio 2022.

Nella Legge di Bilancio 2022 sarà inserita la prima proroga al 2023 del Superbonus al 110%: la NaDEF (Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2021), approvata il 29 settembre in Consiglio dei Ministri, prevede «il rinnovo di interventi in favore delle PMI e per la promozione dell’efficientamento energetico e dell’innovazione».

Il capitolo sugli obiettivi di finanza pubblica indica il prolungamento di diverse misure di rilievo economico e sociale, fra cui il Fondo di Garanzia per le PMI e gli incentivi all’efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi.

Il superbonus 110% nel 2022 e 2023

Attualmente è utilizzabile fino al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini o su edifici con un solo proprietario con non più di quattro unità immobiliari, per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati eseguiti lavori per almeno il 60% dell’intervento.

La proroga annunciata è al dicembre del 2023, bisogna vedere come sarà formulata per definirne con precisione il raggio d’azione, in ogni caso c’è l’indicazione sulla proroga, prevedibilmente inserita nella manovra che il Governo deve presentare entro metà ottobre.

Il Superbonus 110% è regolamentato dall’articolo 119 del DL 34/2020. Ricordiamo che il successivo articolo 121 dello stesso decreto prevede le opzioni per la cessione del credito e lo sconto in fattura, anch’esse in scadenza a fine anno.

Bonus Terme

Bonus Terme: il 28 ottobre sarà on-line la piattaforma di registrazione, e dal 8 novembre le prenotazioni on-line per il contributo fino a 200 euro.

Dal 28 ottobre sarà on-line la piattaforma di Invitalia per la registrazione degli stabilimenti termali che vogliono aderire al Bonus Terme, mentre le richieste del contributo a fondo perduto fino a € 200,00, possono essere inoltrate con prenotazione dei servizi termali a partire dal 8 novembre.

Si tratta di un intervento di sostegno ad un settore particolarmente colpito dall’emergenza Covid; il suo scopo è offrire un ristoro economico per l’offerta di servizi che non è stato possibile erogare per lunghi mesi, a causa della pandemia.

Bonus Terme, come funziona

Il Bonus Terme consiste in uno sconto a copertura integrale (100%) del prezzo dei servizi termali, fino a un tetto massimo di € 200, 00, può essere richiesto direttamente in fase di acquisto presso gli stabilimenti termali accreditati.

Tessera Sanitaria Elettronica per le prestazioni del SSN e il Green Pass Covid: come si ottiene e si utilizza attivandola come Carta Nazionale dei Servizi.

Tessera Sanitaria Elettronica e attivarla come CNS

Tessera Sanitaria Elettronica- Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS)

A partire dal 2011 i cittadini italiani hanno iniziato a ricevere gratuitamente la Tessera Sanitaria Elettronica, che svolge anche la funzione di Carta nazionale dei Servizi (CNS) e consente ai cittadini residenti l’accesso sicuro ad una serie di servizi online erogati da tutte le Pubbliche Amministrazioni (compreso ad esempio il rilascio del Green Pass Covid).

Vediamo come funziona e come si attiva.

Tessera Sanitaria Elettronica: rilascio

La Tessera Sanitaria-Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS) si riceve automaticamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, quando la ASL comunica i dati di assistenza al Sistema TS.

Ai nuovi nati, dopo l’attribuzione del codice fiscale da parte del Comune o di un ufficio dell’Agenzia delle Entrate, viene inviata automaticamente una tessera con validità di un anno, che poi verrà sostituita alla sua scadenza con la tessera con scadenza standard, una volta acquisiti i dati di assistenza dalla ASL competente. Per ottenere la tessera sanitaria elettronica, nel caso in cui non si sia ancora ricevuta, è possibile rivolgersi alla propria ASL=ULSS di appartenenza.

Per il rilascio del codice fiscale è invece necessario rivolgersi ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Tessera Sanitaria Elettronica: validità 

TS-CSN Microcip

La Tessera Sanitaria Elettronica ha una validità di 6 anni, è dotata di un microchip che contiene i dati anagrafici del Titolare ed un Certificato di Autenticazione necessario per l’identificazione del proprietario all’interno dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione.

La nuova versione della Tessera Sanitaria rappresenta così l’evoluzione tecnologica della Tessera senza chip consentendo di accedere, oltre che ai servizi sanitari normalmente fruibili con la TS, anche ai servizi offerti online della PA in assoluta sicurezza e nel rispetto della privacy.

CE
LA MARCATURA CE, NELL’UNIONE EUROPEA

La Marcatura CE è la dichiarazione obbligatoria, rilasciata dal fabbricante di un prodotto regolamentato nell’Unione Europea, che il prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive applicabili. Il marchio CE è un contrassegno stampato sui prodotti immessi sul mercato comunitario, e significa che tali prodotti sono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di una direttiva “Nuovo approccio”.
Per tale obiettivo, fondamentali sono le Direttive comunitarie, che, dopo la Risoluzione del Consiglio Europeo del 7 maggio 1985, hanno modificato radicalmente la regolamentazione ed il controllo del mercato interno, con strumenti originali ed innovativi.
Tali Direttive, riguardano sia le categorie di prodotti di uso professionale ed industriale, sia i prodotti destinati ai consumatori finali (es. prodotti elettrici, giocattoli …..), sono dette del “Nuovo Approccio”.
Una caratteristica rilevante di tali direttive consiste nella possibilità per il fabbricante di utilizzare le norme tecniche armonizzate per soddisfare la garanzia di una produzione rispondente ai requisiti essenziali di sicurezza e quindi, per apporre legittimamente la marcatura CE sul prodotto.

Green pass QR Code

Green pass: come ottenere online l’AUTHCODE

Il Green pass in automatico, chi non riceve il codice AUTHCODE lo può scaricare online, il rilascio della certificazione anche senza SPID, con tessera sanitaria.

Il green pass italiano si genera in automatico, per ottenere la Certificazione Covid in formato cartaceo o digitale (o con solo QR Code) si utilizza il codice AUTHCODE, che si può ricevere all’indirizzo email o al numero di telefono cell. che si fornisce al momento della vaccinazione, oppure si recupera in autonomia dal portale nazionale DGC.

Per ottenere l’AUTCHODE basta visitare questo link e compilare i campi con il codice fiscale e la tessera sanitaria:

  • la nuova funzionalità “recupera il tuo codice AUTHCODE“, attiva dal 30 luglio, permette di ottenere subito il codice AUTHCODE o gli altri tipi di codice, ossia quelli rilasciati inseguito a tampone (CUN o NRFE per il test antigenico – molecolare) o al certificato di guarigione (NUCG).

Green Pass con AUTHCODE

Dunque, chi non riceve il codice via SMS o email (posta elettronica) quando la Certificazione Verde Covid-19 è pronta, può recuperare in pochi secondi il proprio codice: basta usare la funzione, che richiede come uniche informazioni la data della seconda dose, il codice fiscale e il numero di tessera sanitaria.

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