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La norma CEI 0-21 si applica a tutti gli impianti connessi alla rete pubblica

Arera: il chiarimento del 20 gennaio 2026

Ogni apparecchiatura destinata alla connessione alla rete pubblica, inclusi inverter, sistemi ibridi e dispositivi di interfaccia, deve essere certificata ai sensi della Norma CEI 0-21. È quanto stabilisce il parere formale rilasciato da ARERA il 20 gennaio 2026 (prot. 4140/2026), relativo alla connessione degli impianti di produzione di energia elettrica alla rete pubblica e all’obbligo di applicazione della Norma CEI 0-21 e del Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA).

Delibera o semplice chiarimento sul protocollo 4140

Per fare chiarezza, è fondamentale precisare che ARERA non ha emanato una delibera pubblica denominata 4140. I provvedimenti ufficiali seguono infatti un diverso sistema di numerazione, come nel caso della delibera 123/2026/R/eel.

Il documento in questione è un parere di orientamento formulato in risposta a un quesito di settore. Con questo atto, l’Autorità non ha introdotto nuove sanzioni né modificato il quadro legislativo, ma ha ribadito l’obbligo di rispettare le regole tecniche vigenti, in particolare il TICA (Testo Integrato Connessioni Attive) e le prescrizioni del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI).

Il messaggio è chiaro: l’installazione di dispositivi di generazione che interagiscono con l’impianto elettrico di un immobile servito dalla rete pubblica deve seguire il normale iter di connessione. Non sono previste eccezioni fondate su presunte configurazioni off-grid proposte commercialmente.

Conferme

La risposta dell’Autorità non introduce nuove regole, ma conferma e rafforza quanto già previsto dal quadro normativo vigente. In questo modo offre un’ulteriore tutela al mercato, alla sicurezza del sistema elettrico e agli operatori che lavorano correttamente. Nella sua risposta, ARERA chiarisce che non è rilevante se l’impianto immetta o meno energia in rete, se l’immissione sia occasionale o strutturalmente inibita, né se l’impianto venga presentato come destinato all’autoconsumo puro.

La discriminante è una sola: la presenza di un punto di connessione alla rete pubblica con obbligo di connessione di terzi. Il parere di ARERA conferma inoltre che il TICA si applica a qualunque impianto di produzione collegato alla rete pubblica, anche quando l’energia prodotta non viene mai immessa in rete.

Tutela del mercato

Questo passaggio assume particolare rilevanza poiché confuta in modo definitivo alcune narrazioni commerciali secondo le quali sarebbe possibile collegare impianti di produzione alla rete senza seguire l’iter di connessione, installare inverter non certificati ai sensi della norma CEI 0-21 dichiarando l’assenza di immissione oppure eludere gli obblighi regolatori mediante configurazioni ibride o presunte soluzioni off-grid.

Secondo ARERA, dunque, la sola connessione fisica alla rete pubblica determina l’applicazione del Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA). L’Autorità precisa inoltre che l’unica fattispecie esclusa dall’applicazione della disciplina del TICA è quella in cui l’impianto di produzione risulta connesso a un’utenza non collegata alla rete pubblica, comunemente definita utenza in isola. Si tratta di impianti integralmente off-grid, privi di qualsiasi collegamento con reti soggette all’obbligo di connessione di terzi e generalmente impiegati in contesti remoti o autonomi. Ogni altra configurazione rientra, invece, nell’ambito di applicazione della disciplina regolatoria.

Inverter fotovoltaici e certificazione CEI 0-21

Negli impianti fotovoltaici connessi in bassa tensione, l’inverter deve essere certificato CEI 0-21.

Questa certificazione attesta che il dispositivo è in grado di:

  • interrompere immediatamente l’immissione di energia in caso di blackout;
  • evitare il fenomeno dell’islanding (rete alimentata in modo non controllato);
  • operare entro i limiti di tensione e frequenza imposti dal distributore;
  • collaborare alla stabilità della rete elettrica.

Un inverter non conforme alla CEI 0-21 può comportare il rifiuto dell’allaccio o la richiesta di adeguamenti da parte del gestore di rete.

Il ruolo dei progettisti e degli installatori qualificati

L’intervento di ARERA rappresenta un segnale positivo per l’intero settore fotovoltaico, poiché tutela i produttori che investono in certificazioni, verifiche di conformità e sviluppo di prodotti effettivamente compatibili con la rete elettrica. Esso rafforza, inoltre, il ruolo dei progettisti che operano nel rispetto delle norme CEI e delle deliberazioni dell’Autorità, tutelando al contempo gli installatori qualificati, penalizzati da offerte commerciali scorrette fondate sull’elusione degli obblighi normativi. Il chiarimento contribuisce altresì a migliorare la sicurezza del sistema elettrico, prevenendo interferenze sulla rete di distribuzione in conformità alle prescrizioni della norma CEI 0-21.

Il messaggio di ARERA è inequivocabile: non sono ammissibili scorciatoie normative.

Ogni impianto fotovoltaico connesso alla rete pubblica deve rispettare le disposizioni della norma CEI 0-21 e del Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA). Sulla base di oltre quindici anni di esperienza professionale nel settore, ritengo, in qualità di progettista, che questo chiarimento meriti la più ampia diffusione. Si tratta di un passaggio fondamentale per valorizzare la competenza professionale, la qualità della progettazione e l’esecuzione degli impianti a regola d’arte.

 

 

Fonti normative
CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano
ARERA – Autorità di regolazione per energia reti e ambiente
GSE – Gestore dei Servizi Energetici

 

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